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Il karkadé, o carcadé, deriva da diverse specie di ibisco,
ma in particolare dalla specie Hibiscus sabdariffa, che ha fusto arbustivo
alto Il karkadé è una bevanda rinfrescante e dissetante, dal sapore acidulo; non contiene sostanze eccitanti come il vero té ed il caffè. Il karkadé è di recente tornato di moda nelle diete salutiste, per l’alto contenuto di antiossidanti come la vitamina C (il doppio rispetto a una aranciata), e per le proprietà diuretiche e digestive. |
il karkadé
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RISOTTO
ALLE FRAGOLE |
| In Italia, la fama del karkadè ha raggiunto il suo apice durante il Fascismo. L’autarchia vietava il consumo di prodotti stranieri, ma dato che l’Eritrea, dove veniva coltivato l’Hibiscus sabdariffa, era una colonia italiana, il karkadè era considerato una merce non di importazione ed il suo consumo era ammesso dalle leggi protezionistiche vigenti.Curiosamente, negli Stati Uniti del proibizionismo (anni ‘20-30), l’infuso di karkadè veniva servito, grazie al suo colore, in sostituzione dell’illegale vino. | ![]() |
Dall’infuso
dei fiori essiccati di una varietà di ibisco si prepara la bevanda
omonima, simile al té. L’abitudine a sorseggiare questa colorata
bibita è molto diffusa soprattutto nei Paesi caldi. In Europa questa bevanda è arrivata nel XVIII secolo, al seguito dei funzionari statali che rientravano dalle colonie. |
In molti dei Paesi in cui si produce è una bevanda legata alle festività. Nei Paesi caldi e di tradizione cristiana è la bevanda di Natale. In quelli orientali la si offre e la si condivide nelle festività più solenni. |
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